Celiachia e Gluten sensitivity: di cosa si tratta?

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Il glutine per circa il 6% degli italiani è come uno dei super cattivi dei film, uno di quelli che mettono in difficoltà pure Batman. Le ultime stime, infatti, dicono che nel nostro paese i celiaci sarebbero circa un milione, di cui solo 200.000 diagnosticati.  Circa 5 milioni di persone, invece, soffrirebbero di Gluten sensitivity. (Dati estrapolati da questo articolo pubblicato da AIC e questo di BMC Gastronterology).    

È importante non confondere questi due problemi, causati entrambi dal glutine ma totalmente differenti.

Che cos’è la Non-Coeliac Gluten Sensitivity o intolleranza al glutine?

Nell’ intolleranza al glutine, sebbene alcuni sintomi siano simili a quelli della celiachia (gonfiore, coliche, turbe digestive, irregolarità intestinale), i villi intestinali non vengono danneggiati e non c’è produzione di anticorpi. Semplicemente l’organismo percepisce il glutine come “nemico” e reagisce di conseguenza, alterando il funzionamento del tratto gastrointestinale.

Nell’intolleranza al glutine (come in quella al lattosio) le soglie di tolleranza sono individuali e possono cambiare nel corso della vita. Per leggere di più sulle intolleranze alimentari in generale clicca qui.

La celiachia, invece, è una malattia ben definita e facilmente individuabile con esami medici. Per raccontartela meglio ho deciso di chiedere aiuto a chi la celiachia la sperimenta ogni giorno sulla propria pelle. E quindi passo la parola a Lisa.

Che cos’è la celiachia? Te lo spiega Lisa @glutenproof

“Buongiorno a tutti, mi chiamo Lisa, ho 23 anni e abito a Salsomaggiore Terme in provincia di Parma. Sono celiaca da sei anni, più precisamente dal 2 aprile 2014, una data importante e indimenticabile. Prima di raccontarvi la mia esperienza vorrei rispondere alla domanda posta da Susina.

La celiachia è una malattia infiammatoria permanente dell’intestino tenue, con tratti di autoimmunità, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

Di seguito, rispondo alle domande che mi sento fare più spesso sulla celiachia.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi di celiachia si effettua mediante le analisi del sangue di specifici anticorpi e biopsia dell’intestino tenue con il prelievo di un frammento di tessuto, per determinare l’atrofia dei villi intestinali attraverso l’esame istologico.

Cos’è il glutine?

Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali: frumento, segale, orzo, avena, farro, spelta, kamut, triticale.

Come si cura la celiachia?

La dieta senza glutine, condotta con rigore e per tutta la vita, è al momento l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.

Esistono gradi più o meno gravi di celiachia?

Non ci sono diversi gradi di celiachia, il danno è sempre presente se si assume glutine.

Ogni tanto si può fare uno strappo alla regola?

Trasgredire volontariamente alla dieta o non prestare attenzione alle contaminazioni è dannoso per tutte le persone celiache allo stesso identico modo.

I celiaci sono allergici?

La persona celiaca non è allergica e non corre il rischio di shock anafilattico in seguito all’assunzione di glutine.

Come definire un prodotto “senza glutine”?

Un prodotto alimentare per poter essere definito “senza glutine” non deve contenere più di 20 mg/Kg (o ppm = parti per milione) di glutine. È quindi sufficiente l’assunzione anche di un quantitativo molto ridotto di glutine per provocare un danno alla salute del celiaco.

Cos’è la contaminazione da glutine?

La contaminazione è l’aggiunta involontaria e accidentale di “tracce” di glutine nella preparazione destinata al celiaco e rappresenta un rischio per la salute.

 

Bene, è arrivato il momento di raccontarvi la mia esperienza. A 17 anni, nel pieno dell’adolescenza, ho avuto la diagnosi di celiachia e malgrado la notizia fosse lì per lì “scioccante”, in quell’istante mi sono sentita sollevata. Facciamo un passo indietro e parliamo della mia vita prima della diagnosi.

Durante l’anno 2013 ho trascorso otto lunghissimi mesi ad avere i più svariati sintomi, dalla continua nausea, ai forti dolori di stomaco, da problemi gastrointestinali, alla stanchezza e debolezza muscolare, il tutto accompagnato da vesciche e lesioni cutanee e tantissimi altri sintomi. La cosa strana era che i medici non capivano la causa dei miei continui malesseri, o per lo meno, hanno pensato che io avessi un virus, da curare con semplici antibiotici e degli integratori contenenti vitamine.

Trascorsi otto mesi, un gastroenterologo mi ha prescritto gli esami specifici per poter escludere o confermare la celiachia. La mia situazione fisica era pessima, i villi intestinali distrutti, appiattiti e la positività degli esami ha confermato la celiachia.

Come vi dicevo all’inizio, al momento del “verdetto finale” mi sono sentita sollevata e felice perché potevo finalmente curarmi seguendo una dieta priva di glutine e di conseguenza avevo la possibilità di sentirmi meglio fisicamente e riprendere in mano la mia vita da diciassettenne.

La celiachia, però, non è solo mangiare senza glutine in modo rigoroso e per tutta la vita. Bisogna pensare anche a tutti gli aspetti che ruotano attorno ad essa: la gestione delle contaminazioni, l’alimentazione fuori casa, la paura che la celiachia possa influire negativamente sulle relazioni sociali…

Un anno fa, ho aperto una pagina Instagram non solo per postare ricette completamente senza glutine, ma anche per poter essere un punto di riferimento per i neo-diagnosticati o chiunque abbia voglia di fare due chiacchiere. L’inclusione in un gruppo, anche virtuale, è fondamentale e di grandissima importanza. Quindi per maggiori informazioni o approfondimenti non esitate a scrivermi direttamente su Instagram al mio profilo @glutenproof.”

 

Un super grazie a Lisa che ha condiviso con noi la sua esperienza alle prese con la celiachia. Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di sbirciare davvero il suo profilo Instagram @glutenproof: troverai tantissime golose ricette rigorosamente gluten free.

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