Che cos’è l’intolleranza al lattosio? Sintomi e rimedi

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Sicuramente sul podio delle intolleranze alimentari più diffuse e odiate c’è quella al lattosio. Si stima che ne soffra circa il 50% della popolazione italiana, in forme più o meno gravi. Ovviamente io faccio parte del 50% più sfortunato. Sono intollerante al lattosio fin da neonata e un bicchiere intero di latte non l’ho mai bevuto. Tuttavia, crescendo, la situazione è migliorata e ci sono stati degli anni in cui mi sono quasi dimenticata del problema e ho potuto scoprire la bontà dei formaggi, dei gelati e di tutti i dolci burrosi e pannosi. Poi, circa dieci anni fa, i miei pochi enzimi sono andati definitivamente in pensione, forse messi duramente alla prova dalla mia golosità.

Ma torniamo alle cose serie…

Che cos’è l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio (o ipolattasia) è un’intolleranza alimentare di tipo enzimatico, ovvero dovuta alla carenza nell’organismo di chi ne soffre di un dato enzima, nel caso specifico l’enzima lattasi. Per capire meglio di cosa stiamo parlando dobbiamo rispondere prima a un’altra domanda.

Cos’è il lattosio?

Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte. Il nostro corpo non è in grado di assorbirlo così com’è e deve prima scomporlo nelle sue parti, glucosio e galattosio. E indovina chi è il responsabile di questa operazione? Proprio l’enzima lattasi. Ora risulta tutto più chiaro: le persone in cui non c’è una produzione sufficiente dell’enzima lattasi non riusciranno a “lavorare” correttamente il lattosio, che non verrà digerito e quindi accumulato nell’intestino e identificato dal corpo come una sostanza da eliminare. Il lattosio si trova nel latte e nei suoi derivati (formaggi, yoghurt, panna…), ma anche in molti prodotti confezionati e in alcuni farmaci.

Quali sono i sintomi dell’ipolattasia?

I sintomi dell’intolleranza al lattosio sono principalmente sintomi gastrointestinali, soprattutto mal di pancia, mal di stomaco, iperacidità, nausea, vomito, gonfiore addominale, crampi, meteorismo, diarrea… Questo perché, come abbiamo visto prima, il lattosio non digerito si accumula nell’intestino dove fermenta e trattiene acqua. A questo punto l’organismo deve eliminare in qualche modo questa sostanza non digeribile (e non serve che ti specifichi ulteriormente come). Possono comparire anche altri sintomi come mal di testa e spossatezza. Ovviamente i sintomi sopra indicati sono dose-dipendenti: più è la quantità di lattosio accumulata, più evidenti saranno i sintomi.

Da cosa ha origine l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio può essere genetica oppure causata da altre patologie o trattamenti farmacologici.

Come viene diagnosticata?

L’unica via “ospedaliera” per avere una diagnosi di intolleranza al lattosio è il Breath Test, dove, praticamente, ti viene fatto ingerire del latte per valutare le reazioni del tuo organismo. Lungi da me l’essere polemica ma credo che nel caso ci sia già la chiara evidenza di una intolleranza al lattosio questo test sia abbastanza superfluo. Quindi ti consiglio di consultare il tuo medico prima di auto-infliggerti una giornata di crampi.

Come comportarsi in caso di intolleranza al lattosio?

La gravità dell’intolleranza al lattosio è molto variabile tra una persona e l’altra. Questo avviene perché l’enzima lattasi potrebbe essere presente in diverse quantità in ogni individuo, andando dalla totale assenza alla leggera carenza. Come se non bastasse, la quantità di enzima nell’organismo potrebbe anche essere variabile a seconda del periodo (come è successo a me). Per questo motivo, è necessario che ognuno individui la quantità di lattosio che può tollerare senza scatenare i sintomi. Lo so, si tratta di tentativi dolorosi e poco piacevoli, ma ti assicuro che portano a dei risultati. Anche perché scegliere di eliminare il lattosio per sempre potrebbe essere molto dannoso, non solo perché ci priva di grandi piaceri culinari, ma anche perché causerebbe la progressiva e totale incapacità del nostro organismo alla digestione di questo zucchero. La soluzione migliore potrebbe essere escludere il lattosio dalla dieta per un periodo di tempo più o meno lungo a seconda della gravità dell’intolleranza e poi reinserirlo gradualmente, fino ad assestarsi al proprio livello di tollerabilità. Esistono in commercio anche degli integratori di enzima lattasi sotto forma di compresse da prendere prima di mangiare. Non sono una cura a lungo termine ma un aiuto a digerire il lattosio contenuto nel singolo pasto.

Il consiglio di Susina

In questi dieci anni ho trovato il mio equilibrio. In commercio esistono ormai moltissimi prodotto definiti “senza lattosio”, ovvero prodotti in cui la quantità di lattosio è inferiore allo 0,1%. Nonostante la mia intolleranza sia abbastanza grave, ormai li tollero bene, come anche i formaggi stagionati. Ovviamente senza esagerare e non consumando questi generi di prodotto tutti i giorni. E quando vado al ristorante? Se voglio togliermi lo sfizio di un bel dolce o piatto “proibito” mi basta prendere una pastiglia di enzimi una mezzoretta prima del pasto. Alla fine non è così male no?

Se vuoi approfondire l’argomento delle intolleranze alimentari in generale puoi leggere anche l’articolo “Intolleranze alimentari: cosa sono, sintomi e rimedi”.

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