(STRA)ORDINARIO: @mottispa ci racconta la sua fibromialgia

Pubblicato il

 

Ho aperto questo blog per condividere con voi la mia vita quotidiana tra Fibromialgia e intolleranze alimentari. La cosa che non mi aspettavo è che tanti di voi avrebbero deciso di fare lo stesso con me.

Credo che confrontarsi con realtà diverse dalla nostra sia importante per allenare una delle doti migliori che un essere umano possa avere: l’empatia. Per questo motivo ho deciso di creare questo spazio che si chiama (STRA)ORDINARIO e che raccoglie le ordinarie esperienze di persone straordinarie, o le straordinarie esperienze di persone ordinarie. Punti di vista. Sono racconti di vite quotidiane di persone che potresti incontrare ogni giorno per strada, e probabilmente neanche notare. Persone in apparenza ordinarie che però nascondono storie che meritano di essere raccontate.

La prima ospite di (STRA)ORDINARIO è Martina, o meglio Motti. Ha circa la mia età, circa il mio carattere, circa la mia storia. La patologia con cui convive invece è esattamente la stessa: la Fibromialgia. Tutto il resto lo lascio raccontare a lei.

“Ciao Susina e grazie mille per ospitarmi sul tuo blog!

Ho 27 anni e il mio percorso con la Fibromialgia è iniziato abbastanza presto, circa 10 anni fa. Devo premettere di essere un soggetto già avvezzo al dolore cronico, soffrendo di mal di testa da molti anni, ma questa è un’altra storia.

In seguito ad un incidente stradale all’età di 15 anni ho riportato diverse problematiche, soprattutto a livello cervicale e dorsale. Da quell’evento tutti i disturbi che già avevo sono peggiorati e ne sono arrivati di nuovi. I più disparati, da difficoltà a concentrarmi e a studiare, memorizzare, fatica a stare troppo tempo in piedi ma anche troppo tempo seduta, mi stancavo molto prima degli altri miei coetanei, avevo sempre male da qualche parte, anche a muscoli che non sapevo di avere!

Ho cominciato ad avere episodi di tachicardie a riposo e altri sintomi come peso o dolore al petto, difficoltà a dormire, mi svegliavo al mattino già (o ancora?) stanca. Camminare troppo mi causava dolore e bruciore alle anche e mal di schiena, suonare il pianoforte mi distruggeva schiena e cervicale e il mal di testa aumentava a dismisura. Ho passato giornate a letto perché la schiena non reggeva. Soffrivo già di algie (dolori) facciali, ma ho iniziato a soffrirne di più, a non sopportare le nevralgie e i dolori mandibolari. Poi è arrivata anche l’ansia e i sempre più frequenti sbalzi d’umore.

Ho smesso di fare tante cose. Ho smesso di nuotare, di studiare pianoforte, di fare cose per gli altri normali ma per me troppo faticose, la scuola era pesante e assorbiva ogni mia energia. Ho perso un anno di liceo. La cosa curiosa, nel mio caso, è che nulla faceva effetto. Terapie farmacologiche e fisiche, nulla. Osteopati e fisioterapisti dopo qualche ciclo di sedute non sapevano più cosa fare con me, e nemmeno io.

È tutt’ora complicato, a volte ho così male alle mani da non riuscire nemmeno a tenere una penna e scrivere, ma per fortuna col mio reumatologo (che non smetterò mai di ringraziare) ho trovato una sorta di equilibrio, molto instabile ma comunque un equilibrio. Dopo aver provato diverse terapie, per me è una conquista non cambiare combinazione di farmaci da 6 anni! In particolare, un farmaco di quelli che mi ha assegnato mi ha ridotto un po’ il dolore quotidiano, permettendomi così negli anni di diplomarmi e laurearmi ed è una cosa importantissima.

Molte persone giovani che iniziano a soffrire di una malattia cronica mollano tutto e spesso neanche finiscono gli studi. Talvolta faccio qualche seduta di massoterapia, quando ho schiena e cervicale ai limiti della sopportazione, e cerco di fare un po’ di ginnastica o nuoto.

Ho sempre reagito male a questi disturbi, odiando il mio corpo che mi tradiva ripetutamente e, invece che riposare, portandomi allo stremo, per poi pagarla in pieno. Negli anni però la rabbia adolescenziale ha lasciato spazio ad una consapevolezza che mai avrei pensato di raggiungere e ho imparato ad ascoltare il mio corpo. Non devo volergli male, non è colpa sua. Ci vivo e devo trattarlo bene. Ho imparato tante cose grazie alla Fibromialgia, di avere pazienza, di gestire ansie, dolore cronico e sconfitte ma, soprattutto, ho imparato ad ascoltarmi.

Motti“

Direi che non devo aggiungere altro alle sue parole. Vi consiglio soltanto di seguirla su Instagram al profilo @mottispa perché a breve ci saranno delle bellissime novità. Stay tuned!

0 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.