5 cose da non perdere a Grado

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Grado è la mia seconda casa. Ci vengo ogni estate da quando sono nata e ogni anno, dopo il primo respiro a pieni polmoni, sento di essere nel mio posto nel mondo. Come avrà fatto questo paese a far innamorare una milanese?! Sono sicura che con i miei consigli su cosa vedere,  Grado avrà lo stesso effetto anche su di voi.

5 cose da non perdere a Grado

1 – LA LAGUNA

foto della laguna di Grado

Grado è un’isola (o meglio un insieme di isole) immersa nella laguna. Probabilmente sarà una sorpresa scoprire che in Italia non esista solo la laguna di Venezia. Anche il Friuli-Venezia Giulia ha la sua, la laguna di Marano, che comprende circa 30 isole e copre una superficie di circa 90 chilometri quadri. Oltre all’Isola Maggiore (dove si trova Grado centro), sono abitate stabilmente anche l’isola della Schiusa, collegata alla precedente con due ponti, e l’isola di Barbana occupata quasi interamente da un santuario e raggiungibile solo via barca. Dal 1936, invece, l’isola maggiore di Grado è collegata alla terraferma tramite un ponte girevole.

Mosaico di acqua e terra, alternarsi di isolotti che appaiono e scompaiono con la marea, la laguna di Grado è un paesaggio affascinante e unico, oltre che un paradiso protetto per numerosissime specie di uccelli acquatici come gli aironi, i cigni, le anatre… e si dice anche per i fenicotteri (anche se io non sono mai riuscita a vederli). Il paesaggio tipico è caratterizzato dalle “barene”, terreni che in certi periodi vengono sommersi dalle maree. In alcune isole sorgono i tipici “casoni”, capanni fatti in legno e canne intrecciate secondo una tecnica antichissima, un tempo rifugio per i pescatori.

Durante il periodo estivo gli isolotti della laguna si tingono di viola: è merito della fioritura dei “fiuri de tapo”, fiori del limonium serotinum, pianta tipica delle zone paludose.

Ci sono due riserve naturali: La Riserva naturale della Valle Cavanata (situata nella zona più orientale della laguna) e la Riserva naturale della foce dell’Isonzo – Isola della Cona, riconosciuta come la migliore area d’Italia per il birdwatching. Altra particolarità: nella Riserva vivono liberi i cavalli Camargue che contribuiscono a controllare lo sviluppo delle praterie.

Cose da fare

Tramonto sul ponte

Percorrere il ponte in mezzo alla laguna (la strada translagunare che unisce Grado e Aquileia) all’ora del tramonto. Potete farlo in auto o in bici, grazie alla pista ciclabile che lo affianca interamente. Sono sicura che i colori del cielo che si riflettono sulla laguna vi lasceranno senza fiato.

Gita in barca

Il modo migliore per godersi appieno la laguna di Grado è farlo via mare. Potete noleggiare una piccola barca, utilizzabile senza patente nautica, e sperimentare in toto l’esperienza di navigazione lagunare. Noi di solito ci affidiamo al Boat Charter Malusa. In alternativa la motonave Nuova Cristina organizza numerose escursioni in laguna, con un occhio di riguardo all’inclusività: anche le persone con disabilità motoria possono partecipare a tutte le gite.

Visita a Barbana

Riconoscere l’isola di Barbana è facile, grazie al santuario di “Santa Maria di Barbana” che ne occupa buona parte della superficie. Nato probabilmente nel 582 d.C., quello che vediamo oggi in stile neoromanico è frutto di un imponente intervento di restauro del 1926 ma custodisce numerosi elementi provenienti dagli edifici più antichi, comprese due colonne che risalgono probabilmente alla chiesa originaria. Si racconta che dopo una terribile alluvione, sull’isola fu ritrovata una statua lignea della Madonna, da quel momento considerata protettrice della città.

L’isola è tranquilla e silenziosa ma, la prima domenica di luglio, prende vita per il “Perdòn de Barbana”, la principale festa della città. Si tratta di una processione attraverso la laguna durante la quale un corteo di barche, decorate con ortensie e bandiere, trasporta una statua della Madonna degli Angeli dalla Basilica di Sant’Eufemia (nel centro storico della città) al santuario di Barbana. La festa inizia già il giorno precedente, detto “Sabo Grando”, in cui tutta la città si popola di gente, luci e musiche.

Per visitare l’isola potete rivolgervi alla Società di Navigazione Motoscafisti Gradesi.

Sull’isola di Barbana trovate anche il “Ristorante al Pellegrino”, con ottimo rapporto qualità prezzo e servizio gentile.

Porto Buso

All’estremo limite occidentale della laguna di Grado si trovano l’isola di Portobuso e l’isola di Anfora, collegate tra loro da una piccola diga. Fino agli anni 50-60 erano isole di pescatori, abitate tutto l’anno, mentre ora ospitano un albergo diffuso e un ristorante. La Trattoria “Ai Ciodi” è il posto perfetto per gustare i piatti semplici e genuini tipici della laguna, nel rispetto della tradizione gradese. Il pesce servito viene per lo più pescato dai proprietari, e comunque sempre nel mare nei dintorni di Grado. Per me è una tappa fondamentale per una bella mangiata in compagnia: spaghetti alla marinara da condividere, serviti direttamente nel padellone, e fritto misto.

Per raggiungere l’isola di Porto Buso potete usufruire dei servizi Taxi Boat: Mirko Boat o Taxiboat Grado.

Piatti di Porto Buso

2 – GRADO VECCHIA

La parte più antica di Grado è un affascinante reticolo di calli e campielli, ricco di angoli suggestivi. Le case in pietra illuminate dal sole sembrano cambiare sfumature di colore ogni giorno e testimoniano la ricca storia della città.

Nata in epoca romana, diventò presto il porto di Aquileia. A partire dall’invasione Unna del 452 d.C. e con il successivo arrivo dei Longobardi, gran parte della popolazione di Aquileia e delle campagne circostanti si rifugiò a Grado, dove venne costruito un Castrum fortificato. L’isola diventò un rifugio anche per i vescovi di Aquileia che vi trasferirono la sede patriarcale, creando forti tensioni tra le due città. Di questo florido periodo Grado conserva alcuni splendidi monumenti: la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. A partire dal XII secolo il patriarca si traferì a Venezia e Grado è diventato un umile paese di pescatori.

Dopo la fine della millenaria Repubblica Veneta (1797), Grado entrò a far parte dei domini di casa d’Austria che, eccettuata la breve parentesi napoleonica, ne mantenne il possesso fino al 1918. Sotto il dominio asburgico, l’isola riacquistò fama grazie all’ apertura dell’Ospizio marino (1872), seguito da uno stabilimento balneare (1890). In pochi anni Grado divenne una delle località balneari più note dell’Impero austro-ungarico.

Scorci di Grado Vecchia

Cose da fare

Visita al Campo dei Patriarchi

Il fulcro di Grado Vecchia è il Campo dei Patriarchi, l’ampia piazza che ospita i principali monumenti del paese: la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

La Basilica di Sant’Eufemia, in stile paleocristiano (consacrata nel 579), attira subito l’attenzione con i suoi mattoni a vista e l’aspetto lineare ma imponente. Sul campanile svetta l’Anzolo, statua in rame di San Michele Arcangelo che indica la direzione del vento, diventata un po’ il simbolo della città. All’interno si possono ammirare meravigliosi mosaici dai motivi geometrici perfettamente conservati, colonne dai capitelli tutti diversi e i resti di una chiesa preesistente.

A sinistra della chiesa, sorge il battistero a pianta ottagonale, al cui interno è collocata una vasca battesimale esagonale. Nel piccolo giardino antistante sono conservati alcuni sarcofagi romani.

A pochi passi si trova la basilica paleocristiana di Santa Maria delle Grazie (metà del IV secolo), la più antica chiesa della città. Caratterizzata da una facciata molto semplice è decorata solo da una trifora con vetri blu e verdi.

Davanti alle chiese un tempo c’erano dei portici e la colonna che si innalza al centro della piazza è un resto di questa struttura andata perduta.

A poca distanza, camminando su sistema di passarelle, si possono osservare i resti di una basilica paleocristiana ancora più antica.

Visite guidate alla città
Nel periodo estivo il Comune di Grado organizza visite guidate gratuite della città. Trovate tutte le informazioni sul sito Grado.info .

Passeggiata tra le calli
Perdetevi tra le piccole calli di Grado vecchia, dal fascino veneziano. Vi imbatterete in cortili, case decorate con reti e conchiglie, piante e fiori colorati. Vi sembrerà di essere in un mondo magico e fuori dal tempo. Concedetevi un aperitivo all’Osteria da Sandra (se riuscite a non perdervi).

 

3 – LA SPIAGGIA

Bandiera blu da 28 anni consecutivi, Grado vanta un mare molto pulito anche se, visto il fondale di sabbia fine, risulta cristallino solo nelle giornate di totale assenza di vento. Le spiagge dell’isola complessivamente raggiungono una lunghezza di 11 km e sono la ragione per cui Grado viene chiamata anche “Isola d’oro”, oltre che “Isola del sole”. Un tempo l’isola era molto famosa anche per le cure termali e le sabbiature, tanto che anche l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe era un frequentatore della spiaggia gradese. Pensate che aveva addirittura un cancello personale (presente ancora oggi) per accedere comodamente alla spiaggia.

Le spiagge di Grado si dividono in 3 aree: Spiaggia Nuova o Spiaggia GIT (rivolta a sud), Spiaggia Vecchia o Spiaggia Costa Azzurra (la più occidentale dell’isola), Spiaggia Pineta (prosecuzione di quella GIT, più lontana dal centro ma meta perfetta per chi ama il Kitesurf). Spiaggia Pineta e Spiaggia Vecchia sono spiagge libere ma servite da stabilimenti che permettono di noleggiare ombrelloni e altre attrezzature. I fondali a Grado digradano molto dolcemente, aspetto apprezzato soprattutto da bambini e famiglie. Nella Spiaggia GIT e nella Spiaggia Pineta ci sono due spiagge per cani con aree dedicate. Troverete sicuramente il posto più adatto per voi per concedervi un po’di relax!

4 – LA DIGA

La ‘diga’ (com’è chiamata dai gradesi) è in realtà una passeggiata sul Lungomare Nazario Sauro che collega la Spiaggia Nuova a est alla Spiaggia Vecchia a ovest. Quando sono a Grado la percorro quasi ogni mattina, per iniziare la giornata con una passeggiata accompagnata dal profumo del mare e dallo sciabordio delle onde. È bellissima anche al tramonto o più tardi la sera, quando la luna si riflette sul mare e la brezza gentile allevia il caldo estivo.

 

5 – IL CIBO

Tradizionalmente la cucina gradese era piuttosto povera e quasi totalmente basata sui prodotti che offriva la pesca locale, principalmente lagunare. Sardoni (Alici), Sardele (Sardine), molluschi, crostacei e pesci locali sono ancora oggi la base della maggior parte dei piatti che si possono trovare nei ristoranti del paese. A sardoni e sardele viene addirittura dedicata una festa: la “Sardelada” degustazione di pesce organizzata nei fine settimana di luglio e agosto dai pescatori di Grado.

Il piatto gradese per eccellenza è il “Boreto a la graisana”, originariamente realizzata con il pesce fresco meno pregiato che non poteva essere venduto al mercato. Ancora oggi si prepara con la ricetta tradizionale, nonostante si utilizzino pesci anche più pregiati. I pezzi di pesce vengono rigirati a lungo in una casseruola con olio e aglio, aceto e pepe. Bagnati con acqua, si ultima la cottura per ottenere un sugo saporito, che rende ottimo l’abbinamento con la polenta bianca.

Tipiche anche le sarde “in savor”: una volta infarinate e fritte, vengono messe almeno un giorno ad insaporirsi tra strati di cipolla imbiondita con aceto e un po’ di zucchero, uvetta e pinoli. Altro prodotto unico di Grado, il Santonego, digestivo ottenuto dall’ infusione alcolica di assenzio marino.

Impossibile non citare anche lo Spritz, nato proprio in Friuli-Venezia Giulia. Ma attenzione: il vero spritz è fatto con vino fermo, acqua frizzante, ghiaccio e limone. Dissetante e rinfrescante!

Dove mangiare

Enoteca da Pino

Sicuramente uno dei miei posti preferiti. Iconico e verace, è caratterizzato dalle pareti ricoperte di foto che rappresentano le memorie delle diverse generazioni di avventori del locale. Non è raro anche trovare gruppi di anziani gradesi che cantano canzoni tipiche sorseggiando un taglio di vino a qualsiasi ora del giorno. Il servizio è spartano ma estremamente simpatico. A pranzo si possono mangiare piatti semplici e saporiti a prezzi davvero contenuti, mentre la sera è il posto perfetto per godersi uno spritz accompagnato da sarde fritte e polpette.

Ingordo

Paninoteca che ormai è un’istituzione gradese. Il “Classico” è da provare: prosciutto di praga (prosciutto cotto affumicato che qui è molto diffuso) e salsa rosa sono le basi anche per i toast che si possono mangiare in città.

Al Pontil de’ Tripoli

Per ora si conferma il mio ristorante preferito a Grado. Situato sull’isola della Schiusa, sorge su una piattaforma su acqua da cui si può godere indisturbati del tramonto. Cucina principalmente di pesce, raffinata ma non pretenziosa, servita in un ambiente tranquillo, con pochi tavoli e molta attenzione al servizio. Consigliatissimi l’antipasto misto e la pasta all’astice.

Zeromiglia

È il ristorante gestito dalla Cooperativa Pescatori, situato sul porto, proprio a fianco del mercato del pesce. È un locale semplice che propone piatti a base del pesce fresco di origine locale sia in ricette tradizionali sia in varianti più creative.

Bar alla spiaggia

Il posto giusto pe bere un buon cocktail dopo cena o all’aperitivo.

 

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